La trasformazione dell’uomo

La trasformazione dell’uomo

C’è una linea sottile tra sogno e realtà, una linea che sembra valere meno di nulla, che ti sembra facile tornare indietro una volta oltrepassata, ma non è così.

Troppa gente vive in un mondo vuoto fatto di immagine e soldi, dove i valori sono scomparsi, dove è da sfigati aprire bocca per dire quello che si pensa, perché se non sei bello, firmato da capo a piedi e non hai più di 500 amici su Facebook, allora non sei nessuno, vali meno di niente».

Una recente ricerca[1] ha mostrato come oggi i Social Network e nello specifico Facebook stiano diventando un luogo o non-luogo di pensabilità per l’adolescente, interpretando in forma interattiva velocissima la relazione all’altro che definisce la struttura stessa dell’uomo-ognuno e che in adolescenza emerge prepotente. Alla luce del Web 2.o – interattivo appunto – questo riferimento va contemporaneamente nella direzione sia di se stessi che degli altri.

Solomon Asch nella sua opera Psicologia sociale, in un capitolo dal titolo già significativo di per se stesso, La trasformazione dell’uomo in seno alla società, scrive che le emozioni più forti quali l’amore, l’odio, l’orgoglio, la vergogna, la gelosia, la collaborazione e la rivalità «comportano un intrinseco riferimento sia a se stessi sia agli altri.

 


[1] cf. Marco Lazzari – Marcella J.Quarantino (a cura di), Adolescenti tra piazze reali e piazze virtuali, Bergamo University Press 2010, p. 171-203.