CYBER-STALKING

Introduzione

Cos’è il cyber-stalking? Per stalking si intende ogni tipo di minaccia o molestia ripetuta e assillante che produce nella vittima un grave stato di ansia e paura. Con la diffusione dei social network queste persecuzioni hanno trovato un terreno fertile. I cyber-stalker, sono tutte quelle persone che soffrono di problemi di iterazione sociale, e che usano e-mail, messaggi, telefonate, e altri dispositivi di comunicazione per compiere atti di stalking nei confronti della vita e delle attività di una persona e dei familiari per farsi ascoltare e imporre la loro presenza. Inoltre, il cyber-stalking può essere reale solo nel mondo virtuale, senza una conseguenza nel mondo fisico per la vittima, ma ciò non significa che la sensazione di inquietudine, paura e disagio psicologico sia attenuato e minore in confronto allo stalking.
Tra le forme di comportamento di cyber-stalking più comuni vi sono:
• Bombardamento di chiamate, messaggi o e-mail
• Diffamazione sui social
• Accesso remoto ai dispositivi per spiare o alterare i dati
• Invio di contenuto osceno, sgradevole o violento per danneggiare e impaurire la vittima
• Furto dell’identità per rovinare la reputazione della vittima
• Allargamento del gruppo di molestatori, pubblicando informazioni sulla vita offline della vittima.

Aspetto storico/sociologico

La molestia, nella vita di relazione (coppia, lavoro, amicizie) è sempre esistita infatti il primo Stato a introdurre il reato di stalking fu la California nel 1990 e poi dopo tre anni, tutti gli altri stati seguirono l’esempio della California. Oggi l’estendersi dell’uso domestico e lavorativo dei computers ha comportato un vertiginoso aumento di casi di cyber-stalking in U.S.A., Gran Bretagna, Australia e Italia. Dai dati raccolti dalla Associazione “Working on Halting On line Abuse” risulta che nel corso del 2002 siano stati segnalati al sito Internet dell’Associazione dai cinquanta ai cento casi alla settimana.
Inoltre è stato istituito che per chiunque infastidisca o minacci una persona attraverso il web è prevista la condanna al carcere fino a 4 anni: mail ossessive, video e messaggi personali lanciati attraverso i social network non sono meno pericolosi, infatti, di telefonate assillanti e appostamenti sotto casa.

Aspetto psicologico/patologico

Essere vittima di cyber-stalking significa avere la sensazione che in qualunque momento il molestatore può entrare nella sua vita e raggiungerla, la vittima ha la sensazione di essere in trappola, perché in qualunque luogo virtuale il molestatore può trovarla. Facilmente, poi, questa sensazione di insicurezza può ampliarsi e comprendere la vita quotidiana offline. Le vittime di cyber-stalking assumono poi comportamenti “auto protettivi”, come cambiare le loro normali routine o avere un nuovo indirizzo e-mail. Il cyber-stalking può generare nella vittima stati anche gravi di paura e insicurezza, ansia, stati di angoscia, depressione, rabbia fino a configurarsi un vero e proprio disturbo Post-traumatico da Stress.
Esistono, inoltre, 5 profili in base ai comportamenti e alle dinamiche psicologiche dello stolker:
• Il risentito: desiderio di vendicarsi di un danno o di un torto che ritiene di aver subito, ed è quindi alimentato dalla ricerca di vendetta.
• Bisognoso d’affetto: convinzione che prima o poi l’oggetto delle sue attenzioni capitolerà
• Corteggiatore incompetente: è il meno dannoso, perché il suo inseguimento è in genere di breve durata.
• Respinto: è più pericoloso poiché, dopo essere spesso rifiutato dalla vittima, vuole allo stesso tempo riconquistare la sua preda e vendicarsi dell’affronto subito. L’angoscia di abbondono è il tema predominate.
• Predatore: il cui obiettivo è di natura essenzialmente sessuale. Tra questi ultimi, vi si trovano spesso pedofili.

Aspetto educativo

Servono misure preventive, di sostegno alle vittime e competenza da parte degli operatori che svolgono azione educativa per prevenire l’insorgenza del cyber-stalking. Si deve porre l’accento sulla prima forma di società entro la quale l’individuo è collocato fin dalla nascita: la famiglia; nel cui ambito il bambino, forma la sua personalità e soprattutto, getta le basi per il divenire. Essa è il luogo dentro il quale egli compie le prime esperienze fondamentali e si prepara all’ingresso nella società vera e propria. Nell’ingresso delle istituzioni scolastiche inoltre gli insegnanti, nello svolgimento del proprio lavoro, non devono curare solo lo sviluppo delle potenzialità cognitive del discente, ma hanno anche il compito di focalizzare l’attenzione sullo sviluppo della sua personalità, ma diviene più che mai urgente e necessaria la realizzazione di specifiche attività di carattere informativo, educativo e formativo per sostenere iniziative di prevenzione dello cyber-stalking, perché senza una reale sinergia che vada a toccare l’aspetto culturale della questione, si rischia di continuare a remare controcorrente. Inoltre con la guida degli educatori, si dovrà imparare a gestire i “rifiuti”, e soprattutto accettare l’idea che vi sia la possibilità che un altro coetaneo non voglia instaurare un rapporto con lui o che non nutra nei suoi confronti un sentimento di amicizia; anche questo serve a prevenire eventuali comportamenti disfunzionali nell’età adulta legati all’incapacità di gestire le frustrazioni derivanti da probabili rifiuti in quanto lo stalker “rifiuta di accettare il rifiuto”.

Conclusioni

Il cyber-stalking può distruggere amicizie, stima, carriere, immagine di sé e fiducia. I software spyware possono essere utilizzati per controllare tutto ciò che accade sul computer o sul cellulare di qualcuno, fornendo al cyber-stalker un incredibile potere e informazioni vitali. Diventa quindi fondamentale che la generazione adulta si prenda le proprie responsabilità educative, orientando i giovani verso un agire riflessivo. Risulterà, inoltre, opportuno: proteggere i dispositivi elettronici dalle intercezioni, impostare la privacy nei vari social network, usare password complesse, installare applicazioni per bloccare le chiamate e gli sms e se opportuno informare le autorità competenti.