ADOLESCENTI ONLINE: UNA RICERCA PER FARE CHIAREZZA

Introduzione

Se pensiamo al rapporto adolescenti e smartphone i luoghi comuni, gli stereotipi e i pregiudizi sono davvero molti, ma sono tutti veritieri?

Vediamo quante ne sai!

È vero che gli adolescenti trascorrono tutta la giornata connessi?

È vero che non si separano dallo smartphone neanche per mangiare e dormire?

È vero che gli adolescenti non riescono a separarsi dal loro smartphone per qualche giorno?

Aspetto storico/sociologico

Per rispondere a queste domande sono necessari dati concreti, che troviamo nella ricerca svolta da Riccardo Giumelli in collaborazione con AIART (Associazione Cittadini Mediali). Questa indagine consiste nella distribuzione di 1341 questionari a ragazzi e ragazze tra i 12 e i 18 anni del veronese, nel periodo Aprile – Novembre del 2017.

Vediamo cos’è emerso dalle risposte degli adolescenti.

Risulta che il 99,3% dei ragazzi consultati è connesso e, di questi, l’82% si connette tramite smartphone.

 

– Quanto ti connetti?

Le varianti “una volta al giorno” e “costantemente durante il giorno” assieme, corrispondono al 92% dell’utilizzo. In particolare, la variabile “costantemente durante il giorno” riguarda il 61,5% dei dodicenni e il 72,5% dei tredicenni.

 

– Quali social non potresti mai rinunciare?

Whatsapp: 80%

Instagram: 52%

Youtube: 48%

Google: 40%

Facebook: 4%

 

– Dove utilizzi i social?

67% da solo in camera mia

19% li uso continuamente (ovunque)

18% mi capita anche di notte

1% a tavola

 

– Quanto tempo trascorri sui social networks?

33% più di 3 ore al giorno

33% fino a 3 ore al giorno

29% circa un’ora al giorno

 

– A quale età hai ricevuto un cellulare personale?

6% a meno di 10 anni

11% a 10 anni

23% a 11 anni

25% a 12 anni

Aspetto psicologico/patologico

Dai dati riportati risulta evidente quanto sia diffuso l’utilizzo dello smartphone e dei social tra adolescenti e preadolescenti: ma questo, come influisce a livello psicologico nella loro crescita?

In questa delicata fase dello sviluppo si va a definire e delineare l’identità fino a quando risulterà stabile, autonoma e salda ovvero nell’età adulta. Risulta quindi necessario ed interessante soffermarsi sull’ “autorappresentazione” dell’adolescente, processo che contribuisce alla costituzione dell’identità (E. Erikson), oggigiorno condizionato ed influenzato dall’utilizzo dei social.

Nel web ciascuno può dire, mostrare e nascondere ciò che desidera di se stesso, creandosi così un’immagine che lo rappresenta, ma che non necessariamente gli appartiene (si consiglia un approfondimento sul personal branding). In altre parole, nell’ambiente virtuale, gli adolescenti sentono sicura l’immagine di se stessi, che si sono creati, e che vogliono preservare da giudizi, modifiche o messe in discussione dell’altro (vedi «meccanismi di compensazione» A. Adler). In questo modo l’adolescente si sente soddisfatto e realizzato; non rendendosi conto che spesso non lo è in modalità “offline”.

Si deduce che il ragazzo non sia concentrato sul capire, comprendere e costruire chi è davvero (o come vorrebbe essere), ma piuttosto sul convincere gli altri di essere come si presenta, evitando i confronti reali e allontanandosi il più possibile dagli adulti di riferimento.

È chiaro come questa “finta” rappresentazione di sé nasconda (una) bassa autostima e poca fiducia nelle proprie capacità, che invece emergono nei confronti faccia a faccia.

Va inoltre ricordato che l’utilizzo dello smartphone, prolungato nel tempo, può sfociare in una “forma maniacale” che si manifesta con stati d’ansia e apprensione in sua assenza (“nomofobia”).

Aspetto educativo

Rispetto al rapporto adolescenti e smartphone si sente la necessità di una maggiore informazione, conoscenza, consapevolezza: in sostanza di prevenzione.

Prima di tutto però, è necessario far crescere ragazzi critici; in grado cioè di scegliere autonomamente come spendere il loro tempo creando priorità sane e affini ai loro desideri.

Gli smartphone consentono ai ragazzi di rimanere in contatto con amici e coetanei che altrimenti non potrebbero contattare o “consultare”; permettono di esprimersi a chi non ha il coraggio di farlo diversamente e aiutano a far gruppo, rafforzando amicizie e conoscenze preesistenti. Si può notare inoltre, come tutti gli adolescenti siano accomunati dal possesso di un uguale oggetto e dal suo utilizzo. Questi sono dati di fatto che non possiamo sminuire o trascurare!

Dobbiamo per questo cominciare insegnando ai bambini, a ragionare, a scegliere, a capire ciò che serve loro per stare bene, e soddisfare quelli che sono i loro reali bisogni.

Conclusioni

L’adolescenza è una fase evolutiva caratterizzata da numerosi cambiamenti (fisici, psichici e relazionali) che destabilizzano l’adolescente nella concezione di sé e dell’ambiente in cui vive.

Gli adolescenti devono affrontare e dover soddisfare determinati bisogni tipici della loro età, come il sentirsi riconosciuti e apprezzati, appartenere ad un gruppo, sentirsi liberi e fuori dal controllo degli adulti. Bisogni che soddisfano (talvolta solo come illusione) nel modo più semplice e immediatamente disponibile: la connessione internet.

Dobbiamo, per questo, aiutare i ragazzi ad essere critici, insegnando loro a considerare lo smartphone come un prezioso aiuto nella vita quotidiana e non come “valore assoluto”, su cui organizzare e basare la propria vita, sentendosi persi in sua mancanza.