Bacheca… Una lavagna della nostra vita

Bacheca… Una lavagna della nostra vita

Tornando a Facebook, l’idea di “faccia” conduce al concetto di auto-presentazione (self-presentation) inclusa nell’idea più generale di “proiezione” secondo la quale il soggetto attribuisce e ritrova in immagini-oggetti di cui si serve (in termini di Facebook potremmo parlare di video, foto, film, link, gruppi a cui si aggiunge) caratteristiche che gli sono proprie. La scelta della foto non è irrilevante, perché essa è l’elemento principale del proprio profilo, quella che esprime prima di ogni altro messaggio la propria personalità o ciò che si intende comunicare, ciò che si intende prendere dall’interno e portare verso l’esterno.

La bacheca dei Social Network sulla quale postiamo le immagini che abbiamo di noi e del nostro mondo (“We are what we post?”) può diventare in adolescenza il luogo di un vero enpowerment nella crescita verso il vero sé, mèta verso la quale l’adolescente si dirige “fragile e spavaldo”.

La “bacheca” è come una sorta di lavagna nella quale è possibile scrivere momento per momento, usando una breve frase, quello che si sta facendo – il proprio “stato” (status) nel gergo di Facebook – e così rendere queste informazioni pubbliche per gli amici.

La domanda essenziale dello status è dunque: “A cosa stai pensando?”. La risposta è una sorta di parola-chiave che attiva la conversazione. Nel momento in cui l’utente scrive che cosa sta facendo o pensando, i suoi “amici” possono commentare il suo stato.

Da quando è stata diffusa l’applicazione che serve per aggiornare il proprio profilo direttamente dal cellulare, modificare di frequente il proprio stato è cosa semplicissima. «Le statistiche ufficiali dichiarano che 13 milioni di utenti aggiornano il proprio stato almeno una volta al giorno»[1].

Quando poi si “accetta l’amicizia” di una persona, il fatto viene reso pubblico sulla propria bacheca. E questo avviene anche quando si modifica in qualunque modo il proprio profilo grazie ad applicazioni. Ad esempio, quando si caricano fotografie, magari scattate al volo con un cellulare o si pubblica una nota di testo (una riflessione, una citazione, un pensiero) o si risponde a un quiz o a un test o si aggiunge un link a una pagina web che si ritiene interessante o si carica un video pubblicato su Youtube.

«Le statistiche sono interessanti: pare che ogni mese siano caricate su Facebook circa 700 milioni di immagini (attualmente sono più di 10 miliardi), quattro milioni di video e 15 milioni tra note, link e post vari»[2]. L’attendibilità di studi e statistiche in ogni caso si smentisce molto velocemente ed è estremamente difficile da tenere sotto controllo[3], dato il cambiamento continuo e veloce.

[1] A. Spadaro, Op.cit., p. 113.

[2] A. Spadaro, Op.cit., p. 114.

[3] «http://tecnologia.bloglive.it/tutte-le-statistiche-delle-foto-caricate-su-facebook-805.html», (17.01.2012).