Pubblicazioni

Di “sole”… e di “nuovo”

Si racconta di un uomo che decise di avventurarsi negli inospitali territori dell’Africa, accompagnato soltanto dai suoi portatori. Ciascuno di loro impugnava un machete per farsi strada tra la folta vegetazione. Il loro obiettivo era avanzare a tutti i costi. In presenza di un fiume, lo guadavano nel minor tempo possibile. Se spuntava una collina, affrettavano il passo per non perdere neppure un minuto. D’un tratto, dopo solo qualche ora scarsa di marcia, i portatori si fermarono, lasciando interdetto l’avventuriero. Egli chiese: “Perché vi siete fermati? Siete già stanchi dopo poche ore di cammino?”. Allora uno dei portatori lo guardò e rispose: “No signore, non siamo stanchi. Ma abbiamo camminato troppo in fretta. Adesso ci fermiamo per aspettare l’anima”. Fermarsi. Aspettare l’anima. E poi… Vedere. Stupirsi. Contemplare. Agire. Ascoltare. Ripartire. Vestirsi di “sole”… e di “nuovo”.

Digital People – Tracce di antropologia digitale

Il volume intende fornire alcune chiavi di lettura rispetto al focus “digital people”, con un approccio transdisciplinare fra prevenzione, clinica ed empowerment educativo. Per poter operare con competenza educativa nella società multi-schermo – dove si moltiplicano le cornici – e all’interno di un contesto profondamente e di continuo rivoluzionato dalla new-media communication, emerge l’esigenza della figura di un professionista riflessivo post-digitale, un professionista di confine che – rispettando ogni epistemologia – sappia andare oltre una visione esclusivamente clinica (clincal model) per collocarsi in una prospettiva di sviluppo (development model).

Web Life: finestre sul cyber spazio

Il testo invita docenti, educatori e genitori a interrogarsi profondamente sulle necessità della nuova generazione di studenti: la net generation. I ragazzi di oggi, infatti, vivono in un mondo sempre più social che, per essere compreso, richiede competenze comunicative e relazionali specifiche. L’educatore, allora, non potrà limitarsi a formare i suoi alunni ma dovrà mirare, necessariamente, a una costante auto-formazione critica, perché solo così sarà realmente in grado di decifrare i messaggi che i ragazzi affidano ai loro post e agli hashtag e comprendere fino in fondo il contesto sociale in cui si trova a operare.

Educatore Riflessivo

L’obiettivo dello studio qui proposto è delineare il profilo di un educatore riflessivo oltre il 2.0, ovvero di un educatore capace di agire in un tempo segnato dalla portata rivoluzionaria del web e consapevole della risorsa che esso può rappresentare in ambito educativo. L’immagine di educatore che emerge dall’analisi delle quattro competenze fondamentali che lo contraddistinguono – riconoscimento, responsabilità, riflessività e ricapacitazione – è quella di un abile tessitore di capacità (comunicative, etico-giuridiche ed educative) e di livelli (sociologico, antropologico e psicologico).
L’educatore riflessivo oltre il 2.0 – nel tempo dell’individualismo e dell’auto-referenzialità, dei contatti fragili e delle comunità apparenti – si propone come un educatore “on-life”, rigeneratore di legami e rappresentante di un umanesimo digitale post-individualistico.