Black Friday: un affare rischioso

Introduzione

Viviamo nella cosiddetta società dei consumi, in cui gli individui sono spinti a comprare in continuo ogni tipo di bene solo per il gusto di farlo e i bisogni vengono indotti dall’esterno senza che ce ne sia una necessità reale.
In questa prospettiva, durante le giornate di forti sconti come il Black Friday, ogni anno si verificano episodi di risse, persone calpestate e negozi devastati dalla furia consumistica della folla. Molti sono i feriti e qualcuno ci ha anche rimesso la vita, come si può osservare dal sito “Black Friday Death Count”.
È dunque importante educare al consumo intelligente per sfuggire alla logica strumentale ed oggettuale che caratterizza la società odierna.

Aspetto storico/sociologico

Il Black Friday è una ricorrenza nata negli Stati Uniti negli anni Sessanta, che sancisce l’inizio dello shopping natalizio.
Il nome deriva dal fatto che all’epoca i registri contabili dei negozianti si compilavano a penna, usando inchiostro rosso per i conti in perdita e nero per i conti in attivo; nel venerdì dopo il ringraziamento i conti erano tutti in nero, grazie alle grandi promozioni estese a tutti i prodotti.
Con il passare del tempo la fama di questa ricorrenza si è ampliata a tal punto da contagiare anche l’Europa e le piattaforme online come Amazon, Ebay, Zalando.
Dal punto di vista sociologico questo evento accentua le differenze economiche tra chi ha e chi non ha. Il sociologo Thorstein Veblen ha osservato che le persone ricche, in particolare coloro che si sono arricchiti recentemente, acquistano prodotti di lusso in modo da dimostrare agli altri ciò che possono permettersi e rendendo così evidenti le differenze di status. Oggi la situazione è cambiata: le persone approfittano delle grandi riduzioni di prezzo per indicare lo status di consumatore, sentendosi così lusingati della loro abilità di consumo.

Aspetto psicologico/patologico

Perché le persone sono spinte ad acquistare durante questa ricorrenza?
Per un bisogno reale, per soddisfazione personale o per seguire mode e tendenze?
Il Black Friday, caratterizzato da promozioni, agisce nelle persone come una leva che conduce alla possibilità di permettersi qualcosa che altrimenti non potrebbero avere.
I forti sconti consentono più facilmente di acquistare anche i prodotti più costosi e alla moda, contribuendo così a far sentire i consumatori parte del gruppo dei più popolari; questo vale in particolare per i più giovani.
Sicuramente aiuta anche la consapevolezza della scarsità dei prodotti, che porta alla forte competizione tra le persone e all’apparente urgenza di dover comprare a tutti i costi oggetti di cui non si ha realmente bisogno.
Inoltre, molto spesso, specialmente negli Stati Uniti, il Black Friday entra a far parte delle tradizioni familiari. Infatti secondo Kit Yarrow, specialista in psicologia dei consumi della Golden State University, a volte lo shopping è l’unica cosa su cui andare d’accordo, le persone fanno acquisti perché è quello che hanno sempre fatto.

Aspetto educativo

Il fenomeno del Black Friday, soprattutto negli Stati Uniti, tende a trasformarsi in una vera e propria battaglia tra chi si appropria prima del prodotto in saldo.
In questi casi il soggetto sociale si relaziona agli altri in modo frenetico e spesso anche violento, perché il suo scopo è quello di essere primo rispetto agli altri, di appropriarsi di un determinato bene di consumo per il semplice gusto di portarlo via all’altro.
Al contrario, l’oggetto acquistato dovrebbe rappresentare per chi lo possiede e lo indossa un rimando al valore immateriale ed intrinseco che sta dietro ad ogni acquisto, cioè al suo valore transizionale.
Il compito dell’educazione è dunque quello di salvaguardare un consumismo consapevole, in modo che l’oggetto non diventi un mero prodotto di cui non si riesce a prendersi cura, ma venga apprezzato per la sua bellezza e utilizzato sempre con piacere e soddisfazione.

Conclusioni

In conclusione ci si può interrogare sull’evento.
Il Black Friday è uno strumento positivo volto ad acquisti responsabili o un fenomeno di massa che mostra solo la superficialità e la violenza della società?