MSPY: L’APP CHE SCOPRE PER TE

Introduzione

Ma tu chi sei?
Prendi in mano il mio smartphone e avrai le risposte che cerchi. Basta che scorri con un dito e troverai molte più informazioni di quante io voglia dartene. Saprai quali sono i miei impegni, i miei amici e nemici, le cose che vorrei acquistare, le ricerche che faccio, i lunghi messaggi che scrivo di notte, i posti che ho visitato, le mie e le loro foto, saprai i miei segreti. Ma se non avessi in mano il mio cellulare, tu sapresti dirmi chi sono?

Aspetto storico/sociologico

MSpy nasce come software di monitoraggio parentale nel 2010 da una società di tecnologia londinese.
Nel corso degli anni essa acquisisce la possibilità di essere installato sia negli smartphone che nei computer con lo scopo di consentire la lettura di rubrica, segnalibri del browser, cronologia browser, calendario, cronologia chiamate, email, Facebook Messenger, Firefox privato, Google Hangouts, Google Chrome in incognito, Instagram, LINE, MMS multimedia, foto e video, Skype, SMS, Telegram, Tinder, Viber, WeChat e WhatsApp. In più, il software consente la limitazione di chiamate, SMS, siti web e di alcune applicazioni.
Ad oggi, sono più di 1,5 milioni i soggetti che ne usufruiscono e si concentrano principalmente in Brasile, Francia, Germania, Regno Unito e Stati Uniti.

Aspetto psicologico/patologico

È un software utilizzato principalmente da genitori e datori di lavoro: i primi ne fanno uso per monitorare i telefonini dei figli; i secondi per essere sicuri che i propri dipendenti non abusino dei telefoni cellulari aziendali per uno scopo personale. Caratteristica peculiare di questo software è la sua non-rintracciabilità, dunque il proprietario del telefono spiato non sarà mai a conoscenza di ciò che sta accadendo. Non c’è alcun consenso e il tutto è piuttosto inquietante. Per quanto questa applicazione possa riempirci di sicurezze perché ci rende onniscienti rispetto a ciò che racchiudono smartphone e computer, mSpy va contro totalmente a valori come quello della fiducia. La privacy è inesistente. Il dialogo muore.

Aspetto educativo

È fondamentale che venga promosso il dialogo genitore-figlio e datore-dipendente. Viviamo in una società in cui la maggior parte della nostra vita è racchiusa in questi oggetti che abbiamo sempre attorno. Compito di un genitore è fare in modo che i propri figli raccontino e condividano spontaneamente ciò che vivono e caratterizzano. Bisogna promuovere un confronto attivo, un dialogo educativo. In più, bisogna trasmettere un uso cosciente di questi strumenti tecnologici, che come dimostra lo stesso software, possono essere controllati da chiunque con grande facilità. A loro volta, i datori di lavoro dovrebbero sostenere il concetto di privacy e il valore del rispetto verso luogo, personale e strumenti di lavoro.

Conclusioni

MSpy è, dunque, un software che si oppone e contrasta al valore e ai diritti della persona. Viene sconvolto completamente il concetto di privacy, che ai giorni è parte costante della nostra quotidianità. È necessario che le figure adulte si assumano le loro responsabilità educative senza oltrepassare i limiti che li costituiscono e che si utilizzino soluzioni che si avvicinino al dialogo aperto. Credo, infine, che in ambito lavorativo un software di questo tipo potrebbe essere installato di base negli strumenti elettronici forniti ma con la consapevolezza di tutti quanti.