SHARING PRIVATE LIFE ON SOCIAL MEDIA

Introduzione

Apparire sui social media è diventata un’esigenza indispensabile. Ci facciamo così influenzare dai social media che la nostra vita gira in torno ad essi: pubblichiamo ogni genere di cosa, da #foodporn a #tbtsummer2k18 e molto altro.

Un esempio palese è proprio quello dell’imprenditrice digitale Chiara Ferragni e il cantautore/ rapper Fedez che non hanno mai messo dei filtri sui social per quanto riguarda la loro storia per non palare della nascita del loro primo figlio Leone.

Aspetto storico/sociologico

Secondo un recente studio del report annuale Digital, in Italia oltre 39 milioni di utenti utilizzano internet e 31 milioni sono attivi sui social media, ovvero il 52% del totale. Di questi, 28 milioni accedono ai propri social preferiti tramite mobile e corrispondono al 47% dell’intera popolazione, evidenziando come questi strumenti siano sempre di più parte integrante della nostra quotidianità.

Aspetto psicologico/patologico

Il problema sta nel capire dove bisogna porre dei limiti, perché un’eccessiva esposizione può creare molti danni sia a livello psicologico, che fisico. Le persone passano sempre più tempo nei social perché in queste piattaforme si sentono coinvolte, apprezzate (grazie ai likes) e la loro vita appare così “senza problemi”.

Dal momento in cui l’unico scopo è condividere ogni particolare della propria vita , anche se cose banali e ripetitive, lo si fa per cercare continue attenzioni e conferme sulla propria personalità  e soprattutto sulla possibilità di avere followers a cui piacere e haters da cui essere “odiati” o meglio invidiati.

I social sono il nostro palcoscenico ideale su cui noi possiamo metterci in mostra facendo vedere il meglio di noi, il nostro lato narcisista.

Aspetto educativo

È opportuno trasmettere ai più piccoli il desiderio di vivere il momento nell’istante in cui capita e di aspettare di goderselo in tutta la sua bellezza prima di condividerlo. Non vi è possibilità di sottrarsi ai social media però l’importante è non oversharing.

Conclusioni

Non dobbiamo dimenticarci com’è vivere nella realtà e non dobbiamo essere condizionati dall’ossessione di condividere sui social media ogni singola cosa che ci capita nell’arco di una giornata perché quest’ultimo non potrà mai regalarci una «condivisione emotiva vera, tangibile, palpabile» che al contrario la realtà ci dona.