Snapchat

Introduzione

Ho deciso di trattare questo argomento poiché Snapchat è uno dei social network più utilizzati, principalmente dai ragazzi. Questo social è uno dei più famosi insieme a Instagram, Twitter e Facebook, utilizzato da tutti a partire dalle persone comuni fino ad arrivare a quelle più famose. Di Snapchat molto usati sono i filtri, che molti trovano divertenti es. le orecchie da cane, le orecchie da orso.. e così via. Questo social ha come scopo inviare messaggi, video e foto che possono essere visualizzati solo per 24 ore e dopo quel lasso di tempo non ne rimarrà più traccia. Mappa del mondo che raffigura gli utenti principali di Snapchat:

Aspetto storico/sociologico

Snapchat è un’applicazione multimediale per smartphone e tablet ideata da Evan Spiegel insieme a due compagni Bobby Murphy (esperto di programmazione) e Reggie Brown (che con la frase ‘’sarebbe bello se ci fosse un’app che manda foto che scompaiono’’ diede l’idea del secolo a Spiegel), all’epoca studenti dell’Università di Stanford, nel settembre 2011. Il nome iniziale dell’applicazione era Picaboo, che poi negli anni è diventata Snapchat (tradotto: foto- chat), la quale ha sempre mantenuto lo stesso logo: un fantasmino bianco dentro un riquadro giallo. L’icona con il fantasma simboleggia la non-permanenza delle foto scattate attraverso l’app: proprio come un fantasma, il destinatario potrà vedere le foto per un breve lasso di tempo prima che scompaiano. Nel momento in cui è stata creata Snapchat permetteva di condividere una storia nel proprio profilo, ed è stata la prima applicazione che permise di condividere delle storie. Con il passare del tempo si è evoluta permettendo di inviare messaggi, foto, gif..

Aspetto psicologico/patologico

10 secondi di attenzione: Secondo una ricerca condotta dallo Statistic Brain Research Institute, l’attuale attenzione umana è di soli 8,25 secondi. La regola dei “10 secondi” di Snapchat sembra quindi sposarsi perfettamente con le nostre capacità di prestare attenzione, in quanto uno snap ha una durata massima di 10 secondi. È vero che si possono creare storie più lunghe unendo diversi snap da 10 secondi, ma il limite temporale (un po’ come su twitter) impone uno sforzo di sintesi da parte di chi lo registra e uno sforzo attentivo minimo dal lato dell’utente.

Aspetto educativo

Snapchat, come tutti i social, presenta degli aspetti problematici che si ripercuotono sull’educazione di coloro che lo utilizzano. Ad esempio parlando di SNAPSTREAK: nel momento in cui a fianco al nome della chat compare un emoji con il fuoco significa che le due persone prese in esame si sono scambiate snap per più di tre giorni consecutivi. Man mano che il numero a fianco all’emoji cresce, significa che le due persone è sempre da più giorni che si scambiano messaggi. Il numero complessivo dei giorni in cui ci si è scambiati messaggi è il famoso snapstreak. Nel momento in cui non saranno più scambiato messaggi, questo simboletto scomparirà, ed è proprio qui che nasce il problema. Amy Strawser racconta cosa vuol dire aver perso quel ‘’forte’’ legame, ‘’perdere lo snapchatstreak con qualcuno è come essere lasciati’’. La stessa Amy Strawser ha dichiarato dopo la fine della ‘Snapchat streak’ ha “sentito il cuore spezzato.” Questo fenomeno lascia a bocca aperta e richiede un intervento. Per agire educativamente c’è bisogno di una presenza vicino al ragazzo, in primis a partire da un genitore, passando poi ad un familiare, un amico o uno psicologo. Questi fenomeni devono essere seguiti e presi in considerazione perché spesso oggigiorno vengono sottovalutati.

Conclusioni

Sembra incredibile pensare come in alcune cose l’uomo si evolva e in altre regredisca in maniera assai esponenziale. I social network molto spesso si presentano come la rovina dell’uomo, creano situazioni inimmaginabili e certe volte sarebbe bello pensare ad un mondo senza, quasi un mondo pulito. Le cose diventano pericolose nel momento in cui non vengono utilizzate nel modo giusto ed è proprio il modo in cui vengono utilizzati i social network, non in maniera giusta e per non creare situazioni assurde o spiacevoli bisognerebbe imparare ad usarli bene.

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